Lifestyle | 03 Dicembre 2007

Uno scopo benefico per una serata mondana. Al fine di sostenere una scuola di 400 bambini del Rajasthan attraverso l’Associazione milanese Amici delle Missionarie dell’Immacolate, sono giunte a Barletta Marta Marzotto e la figlia Diamante. Se la simpatica ed affabile contessa e musa ispiratrice del pittore Guttuso – che è stata ospite dell’interior designer tranese Stefania Di Molfetta – ha concesso una toccata-e-fuga, l’estrosa ed eclettica Diamante Marzotto è rimasta a Barletta per l’intero weekend del 1 dicembre, presso Il Cesendello dove ha esposto personalmente le sue esclusive cornici-gioiello. Dopo il successo riscosso a Roma, Pesaro, Milano e Cala di Volpe in Sardegna, Diamante ha scelto il raffinato show-room barlettano dove, aiutata dall’infaticabile padrona di casa Chiara, ha proposto le sue cornici glamour, insieme a lampadari di piccole dimensioni e cappelli per i lumi, che lei realizza personalmente.

Diamante Marzotto, dell’omonima famiglia titolare del gruppo tessile noto in tutto il mondo, vive a Ravenna con i suoi figli, i suoi cani e il compagno, lo scultore ungherese Gyula Gakabffy. Da sempre coltiva la passione per l’artigianato, alimentata da numerosi viaggi, raccogliendo tessuto rari e decorazioni nei mercatini delle tante città del mondo che ha visitato. Passione che, qualche anno fa, l’ha spinta con alcune amiche ad aprire un suo laboratorio artistico, dove associa ad un minuzioso lavoro di ricamo e passamaneria all’impiego di decorazioni, pietre e stoffe pregiate. Tutti pezzi unici fatti a mano, che arredano le case vip di tutto il mondo, a cui tra breve si andranno ad aggiungere sedie e divani. La vendita degli articoli, contribuisce alla causa benefica per l’associazione di cui è fondatrice, spesso coadiuvata dalla più famosa madre.

Nella due giorni barlettana, della quale Stefania Di Molfetta ha curato la direzione artistica, oltre alle opere della Marzotto sono state particolarmente ammirate le creazioni a marchio Indalia della stilista faentina Monica Benini, con i suoi modelli dai tagli particolari in patchwork di sete, broccati, tessuto rajasthani e scialli ricamati a mano.

Luciana Doronzo