“È che dietro le cose ci sei tu, Primavera, che incominci a scrivere nell’umidità, con dita di bambina giocherellona, il delirante alfabeto del tempo che ritorna”.

(Pablo Neruda)

Un soffice soffio di primavera rischiara già i cieli e, nell’incanto di una magica stagione anche gli ambienti si rinnovano. Una ricerca nella quale ci siamo cimentati grazie al contributo di Stefania Di Molfetta, interior designer, che ha saputo coniugare l’inedito e lo speciale, l’incanto dietro l’intangibilità che fa la differenza. Ad immortalare l’esclusivo insieme, gli scatti fotografici di Francesco Maria Morgese, attento osservatore ed appassionato d’estetica.

Si accendono nuove luci, scompare l’inverno lasciando il posto all’incanto della primavera. Colori vivaci, invadono le oscure tonalità della passata stagione, sbocciano i fiori, arrivano le farfalle a deliziare con il loro silenzioso lavorio, malinconico ed esagitato, per un istante di magia lungo un solo giorno. Gli arredi ricordano le forme della natura più varia, vibrando in sintonia con essa, come vive forme.

Oriente, Sicilia e Nuovo Mondo si incontrano in improvvise cascate di vita, l’aria più calda che delizia la città e le abitazioni, il verde spicca come dono d’allegria, danze orientali, maestosi dorati, preziosi riflessi, il tempo che scorre più lento e mansueto, l’esagerazione che ricorda l’incessante incanto della natura in questa stagione preziosa ed imprescindibile per il ciclo della vita. Il manufatto che diventa opera d’arte, tappeti persiani ed il sole all’orizzonte che quasi già invade con la sua maestosa forza le fredde stagioni ormai passate, dove un minuto di primavera è più lungo di uno qualsiasi di dicembre e ci parla di incantevoli sorprese, ancora tutte da assaporare, perché le stagioni della vita sono infinite, nella loro straordinaria circolarità.