“Ottobre ha dato una festa, le foglie sono venute a centinaia, sorbi selvatici, querce e aceri e foglie di ogni nome.Il sole srotola un tappeto e ogni cosa è grande”.

(George Cooper, Festa di ottobre)

Parte con un ingranaggio dal gusto antico ottobre, tra colori vissuti, intense tonalità tra vasi, librerie, sedie, lampade, dal sapore di un passato straordinario. La contemporaneità emerge prorompente fondendosi al prezioso incarnato del retrò, con cuscini in velluto di seta e seta con un richiamo all’Oriente Ottomano.

Morbidi tappeti geometrici, marcatamente scandinavi, creano un soffice riposo per lo sguardo che avvolge tutto l’intorno, mentre l’essenza del colore è in un tappeto che proviene dal lontano Turkmenistan, narrando di genti ed etnie, suoni ed essenze, di un ricco ed antichissimo splendore.

Specchi con intricate ed affascinanti geometrie riflettono la bellezza in sfumature rosa e verdi, con il sinuoso ondeggiare delle forme tutte in simbiotico incontro. È un coro quello che canta in perfetta armonia l’inno della stagione volta alla malinconica straordinarietà. Questo è il tempo di assaporare tutte le cose, centellinando le emozioni e gustando l’eclettico come nelle ammalianti testoline-pennello, nate dall’estro di Andrea Albanese.

L’artista varesino libero da schemi conquista con una profonda e ricca varietà delle tecniche, sperimenta mai rinunciando al colore, così nelle testoline pennello, l’arte assume sembianze umane, come strumento di creatività e fantasia.

Le teste antropomorfe di Caltagirone, narrano di successi ed amore, attraverso leggende e storie di epoche dorate riproposte in cristalli artigianali. Si incontrano le vicende in angoli dorati della propria abitazione e nel riflesso di cubi sfaccettati dal color cobalto, esaltati nell’insieme in una reciproca e spontanea passione, tutti gli elementi di questo imperdibile ottobre rinascono a nuovo splendore.